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Prisma.
Cultura dal mondo, in pillole
Dal passato

A Roskilde, il georadar rende visibile il convento nascosto sotto un campo da calcio

Le indagini hanno individuato a circa un metro di profondità le strutture del convento medievale di Santa Chiara. I dati permetteranno di orientare gli scavi e di valutare come conservarne i resti.

PT
25 set 2026
3 min di lettura
Veduta aerea di un’area verde attraversata da strade e circondata da zone alberate. Sull’immagine sono sovrapposte in verde, giallo e arancione le tracce di strutture e altri elementi individuati nel sottosuolo, distribuiti in diverse parti del terreno.
↳ Foto: Smithsonian Magazine · EDITORIAL

A circa un metro sotto il campo sportivo di Byparken, a Roskilde, il georadar ha reso nuovamente leggibile la pianta del convento di Santa Chiara. Stanze, chiostri, pilastri e una chiesa compongono l'immagine di un complesso medievale che si riteneva quasi completamente perduto.

Il convento fu fondato nel 1256 per le clarisse e faceva parte dei cinque complessi monastici della Roskilde medievale, allora uno dei principali centri del potere ecclesiastico e reale danese. Dopo la Riforma protestante venne soppresso e demolito. Circa mezzo milione di mattoni furono venduti al vicino castello di Selsø e si pensava che nel terreno non fossero rimaste strutture significative.

L'indagine è nata in vista della possibile costruzione di un parcheggio sotterraneo. ROMU, il National Museum of Denmark e il Norwegian Institute for Cultural Heritage Research hanno utilizzato il georadar per verificare che cosa fosse ancora conservato senza ricorrere immediatamente allo scavo.

I risultati mostrano quattro ali disposte intorno a un cortile. La chiesa occupava la parte meridionale, mentre nell'ala orientale sono riconoscibili divisioni interne e fondazioni di pilastri. Secondo l'archeologo Jesper Langkilde, le monache potrebbero aver seguito le celebrazioni da uno spazio rialzato e separato dagli altri fedeli. È un'interpretazione che dovrà essere verificata attraverso indagini archeologiche dirette.

La conservazione dei resti dipende anche dalla storia recente del luogo. Dopo la demolizione del convento, l'area non è stata occupata da nuovi edifici e dal 1961 è utilizzata come campo da calcio.

Le informazioni raccolte consentiranno ora di scegliere con maggiore precisione dove effettuare i saggi di scavo e come proteggere le parti meglio conservate. Ceramiche, ossa animali, oggetti religiosi e sepolture potrebbero inoltre aiutare a conoscere non soltanto l'organizzazione dell'edificio, ma le persone che lo abitarono.

Il georadar non ha ancora restituito il convento attraverso lo scavo. Ha però mostrato che quel luogo continua a esistere sotto la superficie e ha fornito gli elementi necessari per studiarlo e decidere come conservarlo.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI