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Andò quasi in rovina venti volte per comprare quadri che nessuno voleva: ora la sua famiglia ne ricava fino a 50 milioni

Sessantadue dipinti che Paul Durand-Ruel acquistò da artisti affamati e derisi vanno all'asta da Christie's, rimasti in famiglia per oltre un secolo.

PT
7 set 2026
3 min di lettura
Dipinto di un paesaggio costiero con una scogliera ricoperta di vegetazione in primo piano, il mare sulla destra e altre scogliere sullo sfondo. Il cielo è chiaro e nuvoloso, con tonalità azzurre, verdi e rosate.
↳ Foto: Smithsonian Magazine · EDITORIAL

Nel 1876 un critico parigino entrò in una galleria piena di tele dalle pennellate visibili e dai colori chiassosi, innaturali, e la definì un manicomio. Quei quadri erano impressionisti. L'uomo che aveva affittato la sala, pagato gli artisti e comprato le loro opere alle proprie aste per impedire che i prezzi crollassero si chiamava Paul Durand-Ruel, e secondo qualsiasi calcolo ragionevole avrebbe dovuto finire sul lastrico.

Ci finì, e più volte. Per sua stessa ammissione rischiò la bancarotta una ventina di volte. Versava stipendi a pittori che nessuno voleva, teneva in piedi mostre che perdevano denaro, continuava a comprare Monet, Renoir e Pissarro mentre la stampa parigina li derideva come pazzi e derideva lui come il pazzo che comprava roba da pazzi. Monet lo disse senza giri di parole nel 1924: senza Durand, gli impressionisti sarebbero morti di fame.

Il mese prossimo Christie's manda all'asta più di sessanta dipinti della collezione privata di Durand-Ruel, opere rimaste in famiglia per oltre cento anni e mai passate finora sul mercato. La vendita, intitolata «Durand-Ruel, Generations of Vision», è attesa fra i 35 e i 50 milioni di dollari e si terrà a fine ottobre, durante la Paris Art Week.

Il pezzo forte è «Bord des falaises à Pourville» di Monet, dipinto nel 1882, in un periodo che Christie's descrive come attraversato da un dubbio profondo dell'artista su se stesso. La risposta di Durand-Ruel è sopravvissuta per iscritto: «Vorrei poterle mandare anche del coraggio... Le prove che sta attraversando le saranno utili». La stima arriva a 17,4 milioni di dollari. In catalogo anche un paesaggio invernale di Sisley a Louveciennes, un Louvre sotto la neve di Pissarro, una scena di spiaggia di Renoir con due ragazze: stime a sei o sette cifre ciascuna, cifre che sarebbero parse assurde ai critici che avevano bollato quel movimento come una truffa.

Il suo pubblico vero, Durand-Ruel lo trovò non a Parigi ma a New York, dove nel 1886 i collezionisti accolsero gli impressionisti dopo che per un decennio i compratori francesi avevano storto il naso. Non smise mai di cercare terreno nuovo. La sua regola, ha raccontato al Guardian in giugno la trisnipote Claire Durand-Ruel, era semplice: se non puoi portare le persone in galleria, sono i quadri a dover andare da loro.

Morì nel 1922, poco dopo aver scritto che la sua follia era stata saggezza e che morire a sessant'anni lo avrebbe lasciato in bancarotta, circondato da una fortuna di tesori sottovalutati che nessuno ancora voleva. Fece in tempo a vedere il contrario. A ottobre la sua famiglia venderà la prova.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI