La Confraternita preraffaellita nacque in Gran Bretagna nel 1848 per iniziativa di sette uomini. La storia del movimento proseguì anche attraverso il lavoro di artiste, fotografe e designer che ne adottarono e trasformarono principi, soggetti e linguaggi.
La mostra Preraffaellismo. Itinerari femminili (1850-1914), aperta alla Fundación MAPFRE di Madrid fino al 10 gennaio 2027, riunisce quasi 130 opere provenienti da 65 collezioni pubbliche e private. Curata da Pamela Gerrish Nunn, presenta artiste come Elizabeth Siddal, Joanna Boyce, Julia Margaret Cameron, May Morris ed Evelyn De Morgan. Dopo Madrid, sarà ospitata a La Piscine di Roubaix dal 5 marzo al 27 giugno 2027.
Il percorso racconta anche le condizioni nelle quali queste donne lavorarono. Il loro accesso alla formazione accademica, allo studio anatomico e agli spazi espositivi ufficiali era fortemente limitato. Molte si formarono quindi attraverso reti informali, laboratori condivisi e rapporti personali con gli ambienti preraffaelliti. Nel corso della seconda metà dell’Ottocento, la crescita delle scuole d’arte e delle occasioni espositive aprì possibilità professionali più ampie.
L’attenzione preraffaellita per l’osservazione diretta offrì loro uno spazio importante. Giardini, interni domestici, paesaggi vicini e persone della famiglia potevano diventare soggetti attraverso cui dimostrare capacità tecniche e costruire una propria ricerca. Anche questa attenzione al dettaglio, tuttavia, poteva essere ricondotta agli stereotipi che condizionavano allora la valutazione del lavoro artistico delle donne.
Dipinti, acquerelli, fotografie, tessuti, ceramiche e vetrate documentano l’estensione del loro lavoro verso l’illustrazione, il design e le arti decorative. Riunite nello stesso percorso, queste opere mostrano i diversi modi in cui le artiste parteciparono allo sviluppo del preraffaellismo.



