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26 anfore e 17 casse di frammenti: il relitto che è salito in superficie dentro una rete da pesca

Una nave oceanografica spagnola impegnata a censire gli stock ittici al largo di Formentera ha issato in superficie 26 anfore romane e 17 casse di ceramica, del tutto per caso.

PT
10 set 2026
3 min di lettura
Primo piano di reperti archeologici in terracotta e ceramica, tra cui grandi frammenti e oggetti circolari, raccolti all’interno di contenitori bianchi.
↳ Foto: ABC.es · EDITORIAL

Le reti erano calate per i pesci. Sono risalite pesanti del carico di una nave affondata duemila anni fa.

Venerdì scorso la nave oceanografica Miguel Oliver stava strascicando il fondale a sud di Formentera nell'ambito di MEDITS, il programma internazionale che monitora gli stock ittici e gli ecosistemi marini del Mediterraneo, coordinato in Spagna dall'Instituto Español de Oceanografía (IEO-CSIC) e dal ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione. A 1.400 metri, dove nessun subacqueo può arrivare, la rete ha impigliato qualcosa che non era pesce: 26 anfore romane e 17 casse di frammenti ceramici, portati in superficie da ricercatori che erano lì per contare sogliole e naselli.

Il carico ha già raggiunto il Museu Arqueològic d'Eivissa i Formentera (MAEF), dove le anfore attendono in deposito di essere catalogate, datate, capite. Nessuno le cercava. Nessuno sapeva che fossero lì. E proprio questo spiega perché il sito sia rimasto intatto così a lungo: a 1.400 metri l'archeologia subacquea non arriva, e nemmeno la maggior parte dei veicoli filoguidati impiegati nelle ricognizioni ordinarie. È servita una nave di ricerca sulla pesca, non una spedizione archeologica.

Qui sta la battuta silenziosa della vicenda. Si stima che il fondale mediterraneo custodisca migliaia di relitti antichi, in gran parte mai cartografati, perché le navi capaci di raggiungerli stanno cercando qualcosa di completamente diverso: popolazioni ittiche, temperature dell'acqua, la salute di un ecosistema che con Roma non ha nulla a che fare. Le acque di Formentera, che stanno sulle antiche rotte commerciali fra penisola iberica, Africa settentrionale e Italia, sono note per la dispersione di anfore sui fondali. Ma un recupero di queste dimensioni, a questa profondità, per puro caso, resta un'anomalia anche in un mare celebre per la generosità con cui distribuisce le proprie rovine.

Ora comincia il lavoro lento e poco spettacolare: tipologia, provenienza, il vino o l'olio o la salsa di pesce che quelle anfore trasportavano, la rotta che la nave stava seguendo quando è andata giù. Ma una cosa più piccola e più strana è già certa: sotto 1.400 metri d'acqua, un carico ha aspettato duemila anni una barca che non lo stava nemmeno cercando.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI