A Chan Chan, antica capitale del regno Chimú sulla costa settentrionale del Perù, gli archeologi hanno scoperto una piattaforma funeraria quasi intatta. Nel complesso di Utzh An, i resti delle persone e molti degli oggetti che le accompagnavano sono stati documentati ancora in relazione agli spazi in cui furono deposti.
La struttura comprende una camera centrale e due laterali. In una delle camere laterali sono stati registrati finora 20 individui; l’altra conteneva armi ed emblemi metallici, ma nessun resto umano. Altre 18 persone sono state trovate in differenti parti della piattaforma. Una di loro era deposta nella camera centrale, insieme a oggetti in conchiglia e metallo.
Attorno e sopra gli scheletri sono stati rinvenuti ornamenti per le orecchie, collane di conchiglia e quarzo, copricapi e cassette di legno intagliato con applicazioni metalliche. Su alcune persone e su diverse ceramiche compare anche un pigmento rosso. Secondo il Ministero della Cultura peruviano, questi materiali indicano che le persone sepolte appartenevano ai settori di alto rango della società Chimú.
Una delle sepolture si distingue dalle altre: il corpo era completamente disteso, mentre nei contesti funerari Chimú sono più frequenti posizioni rannicchiate o sedute. Gli archeologi stanno considerando diverse possibili spiegazioni, tra cui differenze di rango o le circostanze della morte. È stata avanzata anche l’ipotesi di un sacrificio, ma la posizione del corpo, da sola, non permette di stabilirlo.
Il valore del ritrovamento sta soprattutto nella possibilità di studiare insieme resti umani, oggetti e spazi, invece di considerarli come elementi separati. Le relazioni tra questi materiali possono aiutare a ricostruire meglio l’organizzazione del contesto funerario e le pratiche associate alle sepolture.
Gli scavi proseguiranno fino al 2027. Le analisi potranno fornire informazioni sull’età, sulla dieta e sugli eventuali legami biologici tra le persone sepolte. Questi dati potranno aiutare a comprendere meglio anche le differenze osservate tra le deposizioni, compresa la posizione insolita del corpo disteso.



