Un gilet ricamato con motivi sul nome Balla, datato 1924–1925, porta la ricerca dell’artista su un capo d’abbigliamento. È tra le opere esposte al Mart di Rovereto nella mostra Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia. Opere dalle Collezioni Biagiotti Cigna, curata da Beatrice Avanzi e Fabio Benzi e aperta dal 16 maggio al 18 ottobre 2026.
La mostra riunisce dipinti, abiti, manufatti e oggetti di design. Per Balla, estendere l’arte alla vita quotidiana significava applicare il repertorio di forme sviluppato nella pittura anche a mobili, oggetti d’uso e capi di vestiario. Questa ricerca faceva parte dell’idea di «arte totale», volta a superare le gerarchie fra le arti.
Nelle sale sono presenti mobili, arazzi e paralumi, insieme a studi per sciarpe, cravatte, cappelli e ricami. Il percorso accosta così oggetti e progetti su carta, documentando i diversi ambiti nei quali lavorava l’artista.
La ricerca trova espressione anche nei testi esposti: il manoscritto originale del Vestito antineutrale, del 1914, e il manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, elaborato con Fortunato Depero nel 1915. Il programma di estendere l’intervento artistico oltre la pittura coinvolgeva anche l’abbigliamento e l’arredo.
Le opere provengono dalla Collezione Laura Biagiotti e dalla Fondazione Biagiotti Cigna, affiancate dal patrimonio del museo. Biagiotti iniziò a collezionare Balla nel 1986, insieme al marito Gianni Cigna. La raccolta comprende dipinti, disegni e oggetti: testimonianze di una ricerca che attraversa la pittura e le arti applicate.



