Uomini ai remi e persone cadute in mare tornano a distinguersi tra le navi della battaglia di Lepanto. A Granada, la pulitura del dipinto di Domingo Chavarito ha reso nuovamente visibili piccole scene che lo sporco e le vernici ossidate avevano offuscato.
La tela, realizzata nel 1733, si trova nel complesso di Santo Domingo, nel Camarín della Vergine del Rosario: un insieme di stanze disposte intorno all’immagine sacra, decorate con dipinti, specchi e marmi. L’opera ricorda lo scontro del 7 ottobre 1571 tra la flotta della Lega Santa e quella dell’Impero ottomano.
Con il contributo del World Monuments Fund e la collaborazione di Tracer Restauración y Conservación, la restauratrice Ana Herranz ha rimosso vecchie ridipinture e vernici ossidate. Ha poi colmato le lacune e reintegrato le parti mancanti del colore con interventi reversibili e riconoscibili.
I particolari recuperati offrono nuovi elementi a José Antonio Palma, storico dell’arte e membro della confraternita del Rosario. Palma riconosce in primo piano Giovanni d’Austria e, al suo fianco, Lope de Figueroa. Intende studiare le altre figure per verificare la possibile presenza di Álvaro de Bazán e di Cervantes.
Sopra la battaglia compare la Vergine del Rosario. Secondo la tradizione del convento, Bazán ne portò un’immagine sulla propria galea prima dello scontro e la restituì dopo la vittoria. Nel dipinto, il racconto militare e quello devozionale convivono nello stesso spazio figurativo.
Per Herranz, il passo successivo è migliorare l’illuminazione del dipinto. La pulitura ha restituito leggibilità ai dettagli; una luce adeguata permetterebbe di renderli effettivamente percepibili anche durante la visita.



