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Cultura dal mondo, in pillole
Mirabilia

Rubati Picasso e Manzù per cinque milioni: opere così famose non si vendono, si nascondono

Dalla sede di un'azienda di distribuzione carburanti in provincia dell'Aquila sono spariti sculture di Manzù e bassorilievi attribuiti a Picasso, per un valore stimato fra i quattro e i cinque milioni di euro. Il pezzo più ingombrante pesava quasi una tonnellata.

PT
9 set 2026
3 min di lettura
Un ponte stradale con la barriera laterale gravemente danneggiata e deformata. Sullo sfondo si vede un camion fermo e, oltre gli alberi, un rilievo montuoso.
↳ Foto: Michelangelo Buonarroti è tornato · EDITORIAL

Una ballerina di bronzo da circa una tonnellata non esce da un edificio senza che nessuno se ne accorga. Eppure è quello che è successo a Oricola, in provincia dell'Aquila, nella sede della Lilli Petroli, azienda di distribuzione di carburanti: i ladri sono usciti con un bottino di opere attribuite a Pablo Picasso e Giacomo Manzù, oggi valutato fra i quattro e i cinque milioni di euro.

Il pezzo più importante è «La Ballerina», bronzo celebre di Manzù che secondo le prime stime degli inquirenti pesa intorno ai dieci quintali (circa 1.200 libbre). Spostare una cosa del genere non è un lavoro da improvvisatori: servono un sistema di sollevamento, un mezzo capace di reggere il carico e abbastanza braccia per gestirlo senza attirare l'attenzione. Insieme alla Ballerina sono sparite altre sculture di Manzù e diversi bassorilievi attribuiti a Picasso, raccolti negli anni dal proprietario della collezione, l'imprenditore Mauro Lilli, tra aste internazionali e acquisizioni private.

È proprio la precisione dell'operazione a far pensare agli investigatori che i ladri sapessero esattamente cosa stavano prendendo e, soprattutto, quanto sarà difficile venderlo. Opere così note, così documentate in cataloghi, fotografie e carte di provenienza, non possono semplicemente riaffiorare a un'asta: qualsiasi casa o mercante serio le riconoscerebbe al primo sguardo. Per questo l'attenzione degli inquirenti si è rivolta verso l'economia sommersa dei reati contro il patrimonio artistico, un circuito nel quale le opere non vengono immesse sul mercato ma occultate, impiegate come garanzia in transazioni illecite, o cedute in forma riservata fra soggetti privi di qualsiasi intenzione di esporle pubblicamente.

Gli inquirenti stanno esaminando le immagini delle telecamere della zona e cercano di ricostruire con quale mezzo pesante sia stato portato via il Manzù, nella speranza di intercettare le opere prima che varchino un confine. La corsa, in fondo, non è contro un prezzo da cinque milioni di euro: è contro il tempo. Ogni anno che un capolavoro rubato resta introvabile allunga le probabilità che non torni mai più visibile. Allo stato attuale, una ballerina di bronzo concepita per attraversare i secoli risulta scomparsa nel medesimo silenzio in cui si dissolve gran parte di ciò che il mercato nero assorbe, e per ora non è dato sapere dove si trovi.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI