I masegni interessati dal restauro, le pietre in trachite che rivestono Piazza San Marco, sono stati rimossi, esaminati e numerati prima di essere restaurati e ricollocati nella loro sequenza. Durante queste operazioni sono emersi livelli pavimentali più antichi, documentati attraverso attività archeologiche concordate con la Soprintendenza.
L’intervento era stato reso necessario dalle maree eccezionali della fine del 2019. Il moto ondoso aveva asportato parte della sabbia sulla quale poggiavano i masegni, provocando cedimenti, instabilità e fessurazioni. Il cantiere ha interessato quasi cinquemila metri quadrati tra Piazza e Piazzetta San Marco e ha riguardato anche il consolidamento e il ripristino del sottofondo.
L’ultimo masegno restaurato è stato posizionato il 27 marzo 2026. La successiva firma del certificato di collaudo da parte del Comune di Venezia e delle imprese coinvolte ha attestato la regolarità dei lavori e ne ha segnato la conclusione sul piano tecnico.
Sul versante delle Procuratie Vecchie era stata inoltre segnalata una sepoltura contenente almeno quattro individui. Nella stessa area sono emerse altre evidenze archeologiche che, secondo le prime valutazioni riferite dal Comune, potrebbero essere collegate all’antica chiesa di San Geminiano. Il possibile collegamento riguarda queste testimonianze e non attribuisce direttamente la sepoltura alla chiesa.
Il collaudo conclude l’intervento sulla pavimentazione visibile. Il lavoro necessario per consolidarla ha prodotto anche una nuova documentazione dei livelli più antichi sui quali Piazza San Marco si è formata nel tempo.



