Rendere accessibile un luogo culturale non significa soltanto permettere alle persone di entrarvi o di ricevere informazioni. Significa creare le condizioni perché possano comprendere, interpretare e condividere l’esperienza. È questo il principio da cui nasce A Porte Aperte, progetto nazionale coordinato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano insieme a Fondazione Dynamo Camp, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione IBVA e Associazione Amici del FAI.
Le cinque organizzazioni mettono in comune competenze culturali, sociali, educative e artistiche per coinvolgere studenti, famiglie, volontari e professionisti. Particolare attenzione è rivolta alle persone con disabilità, con esperienza migratoria o in condizioni di fragilità socioeconomica, che possono incontrare ostacoli diversi nell’accesso alla vita culturale.
Il programma, della durata di 18 mesi, comprende visite didattiche nei Beni FAI, laboratori artistici e cocreativi, percorsi di cittadinanza attiva e attività di volontariato culturale. Sono previste anche iniziative per apprendere l’italiano attraverso la cultura e percorsi destinati alle nuove generazioni.
Accanto alle attività rivolte al pubblico, il progetto interviene sulla preparazione di chi lavora nei luoghi culturali. Volontari e professionisti potranno acquisire strumenti per riconoscere esigenze differenti, rimuovere barriere e progettare modalità di accoglienza più attente. L’accessibilità diventa così una competenza da integrare nel lavoro quotidiano, non un intervento aggiunto quando tutto il resto è già stato deciso.
Fondazione Dynamo Camp contribuirà con l’esperienza maturata nella Terapia Ricreativa con bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disabilità e condizioni di fragilità, insieme alle loro famiglie. Le attività artistiche organizzate al Camp e nei City Camp utilizzeranno l’arte come strumento di espressione, relazione e partecipazione.
Il progetto prende avvio dai Beni FAI con l’obiettivo di sviluppare pratiche e strumenti applicabili anche in altri contesti. La collaborazione fra i partner consente di affrontare l’accessibilità da prospettive diverse e di sperimentare soluzioni che tengano insieme patrimonio, educazione e inclusione sociale.
A Porte Aperte parte quindi da una distinzione precisa: poter entrare è indispensabile, ma non esaurisce il diritto alla cultura. La partecipazione comincia quando ogni persona trova le condizioni per vivere il patrimonio, contribuire alla sua interpretazione e riconoscervi anche una parte della propria esperienza.



