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Prisma.
Cultura dal mondo, in pillole
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A Porte Aperte: dal poter entrare al poter partecipare

Il progetto riunisce cinque organizzazioni per superare le barriere fisiche, sensoriali, cognitive e sociali e costruire esperienze culturali nelle quali persone diverse possano avere un ruolo attivo.

PT
20 set 2026
3 min di lettura
Veduta panoramica di un ampio giardino all’italiana con un gruppo di persone disposte lungo il prato e lungo i percorsi, alcune delle quali si tengono per mano. Sullo sfondo si vedono edifici storici, alberi e un paesaggio collinare. Al centro dell’immagine compare il logo del FAI.
↳ Foto: FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS · EDITORIAL

Rendere accessibile un luogo culturale non significa soltanto permettere alle persone di entrarvi o di ricevere informazioni. Significa creare le condizioni perché possano comprendere, interpretare e condividere l’esperienza. È questo il principio da cui nasce A Porte Aperte, progetto nazionale coordinato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano insieme a Fondazione Dynamo Camp, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione IBVA e Associazione Amici del FAI.

Le cinque organizzazioni mettono in comune competenze culturali, sociali, educative e artistiche per coinvolgere studenti, famiglie, volontari e professionisti. Particolare attenzione è rivolta alle persone con disabilità, con esperienza migratoria o in condizioni di fragilità socioeconomica, che possono incontrare ostacoli diversi nell’accesso alla vita culturale.

Il programma, della durata di 18 mesi, comprende visite didattiche nei Beni FAI, laboratori artistici e cocreativi, percorsi di cittadinanza attiva e attività di volontariato culturale. Sono previste anche iniziative per apprendere l’italiano attraverso la cultura e percorsi destinati alle nuove generazioni.

Accanto alle attività rivolte al pubblico, il progetto interviene sulla preparazione di chi lavora nei luoghi culturali. Volontari e professionisti potranno acquisire strumenti per riconoscere esigenze differenti, rimuovere barriere e progettare modalità di accoglienza più attente. L’accessibilità diventa così una competenza da integrare nel lavoro quotidiano, non un intervento aggiunto quando tutto il resto è già stato deciso.

Fondazione Dynamo Camp contribuirà con l’esperienza maturata nella Terapia Ricreativa con bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disabilità e condizioni di fragilità, insieme alle loro famiglie. Le attività artistiche organizzate al Camp e nei City Camp utilizzeranno l’arte come strumento di espressione, relazione e partecipazione.

Il progetto prende avvio dai Beni FAI con l’obiettivo di sviluppare pratiche e strumenti applicabili anche in altri contesti. La collaborazione fra i partner consente di affrontare l’accessibilità da prospettive diverse e di sperimentare soluzioni che tengano insieme patrimonio, educazione e inclusione sociale.

A Porte Aperte parte quindi da una distinzione precisa: poter entrare è indispensabile, ma non esaurisce il diritto alla cultura. La partecipazione comincia quando ogni persona trova le condizioni per vivere il patrimonio, contribuire alla sua interpretazione e riconoscervi anche una parte della propria esperienza.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI