Ventuno metri. È l'altezza della sala dei dinosauri appena inaugurata allo Shenzhen Natural History Museum, più o meno un palazzo di sette piani, e resta lo spazio espositivo più alto di un museo che ha aperto come uno dei più grandi al mondo nel suo genere.
Lo firma Atelier Brückner, lo studio di Stoccarda che aveva fatto parlare di sé per le gallerie dedicate a Tutankhamon nel Grand Egyptian Museum del Cairo. Qui, su 105.000 metri quadrati nel sud della Cina, la stessa mano ha lavorato su un soggetto lontanissimo: i quattro miliardi di anni di storia della vita sul pianeta.
La sala dei dinosauri è il culmine della visita, e proprio per questo non è un allineamento di scheletri in fila. Il progetto porta il visitatore dentro paesaggi preistorici stratificati e avvolgenti, dove luce, suono e messa in scena raccontano vite, adattamenti, estinzioni e strategie di sopravvivenza di creature scomparse decine di milioni di anni fa. Attorno a questo cuore si articola il resto del percorso: una Cosmos Hall che segue l'astronomia dalle prime osservazioni umane alla cosmologia moderna, una Earth Hall costruita sulle forze che hanno plasmato la crosta terrestre, una Evolution Hall dedicata alla varietà pura della vita.
Il museo si definisce «smart», fondato su postazioni interattive e installazioni multimediali pensate perché la scienza non arrivi come informazione ma come esperienza. È qui la vera scommessa: la scala da sola non commuove nessuno, ma la scala insieme all'atmosfera forse sì.
Se i dinosauri di Shenzhen attireranno le folle che al Cairo ha richiamato la maschera di Tutankhamon è presto per dirlo. L'ambizione, però, è dichiarata, raccontata con lo stesso linguaggio progettuale, dentro un edificio che tratta l'estinzione stessa come una storia da attraversare a piedi, tre piani alla volta.



