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Legno storico: quando trenta anelli possono bastare per una datazione

Gli isotopi dell’ossigeno possono aiutare a datare campioni di quercia esclusi dai metodi tradizionali. Il risultato dipende anche dal confronto con legni già datati della stessa zona.

PT
9 ott 2026
3 min di lettura
Primo piano della struttura lignea di un’antica imbarcazione, con una successione di costole curve e assi verticali in legno scuro. Sono visibili chiodi e altri elementi metallici utilizzati per unire le diverse parti dello scafo.
↳ Foto: De Erfgoedstem · EDITORIAL

Una trave o un oggetto archeologico possono conservare troppo pochi anelli di crescita per essere datati con i metodi tradizionali. Secondo la Cultural Heritage Agency of the Netherlands (RCE), questa difficoltà riguarda circa il 30 per cento del legno storico conservato nei Paesi Bassi e risalente al periodo 1300–1600. Una parte dei materiali utili a ricostruire le attività edilizie e l’impiego dei boschi rimane così senza una collocazione temporale precisa.

La dendrocronologia confronta la successione degli anelli più larghi e più stretti con sequenze già datate. Quando gli anelli sono pochi, riconoscere una corrispondenza affidabile diventa più difficile. La ricerca pubblicata su PLOS ONE, con Clara Rodríguez-Morata come prima autrice, esplora un’altra traccia registrata negli stessi anelli: le variazioni degli isotopi dell’ossigeno. Al lavoro hanno partecipato Naturalis Biodiversity Center, RCE e Università di Swansea.

Gli isotopi sono forme dello stesso elemento con massa diversa. L’albero li assorbe attraverso l’acqua; il caldo e la siccità influenzano l’evaporazione dalle foglie e il rapporto tra ossigeno più leggero e più pesante che viene registrato nel legno. Queste proporzioni cambiano di anno in anno, formando una sequenza che può essere confrontata con un calendario di riferimento.

Per costruire questo calendario, i ricercatori hanno utilizzato querce già datate provenienti dalla regione Twente-Westfalia, tra i Paesi Bassi orientali e la Germania nord-occidentale. La cronologia copre gli anni dal 1300 al 1600 e associa a ciascun anno un valore isotopico.

Il confronto ha permesso di datare singoli campioni con appena trenta anelli, quando era disponibile una cronologia isotopica rappresentativa della zona di origine del legno. Quando è conservata anche la corteccia, può essere possibile risalire al momento dell’abbattimento dell’albero.

Dove manca una cronologia locale, combinare le sequenze di tre-cinque campioni dello stesso periodo e coprire un intervallo più lungo può migliorare il confronto con cronologie regionali. Servono ulteriori prove su materiali di altri siti e periodi per valutare quanto estesamente il risultato sia applicabile. La cronologia attuale riguarda la quercia; l’estensione a faggio, ontano e conifere è un obiettivo futuro.

Il metodo offre quindi la possibilità di riesaminare reperti finora rimasti senza datazione. Includere anche i legni con pochi anelli potrebbe ampliare le possibilità di ricostruire l’uso dei boschi e le attività costruttive attraverso materiali finora rimasti fuori dalle ricerche.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI