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Dieci minuti per svuotare la vetrina più preziosa dell'Età del bronzo spagnola

Il Tesoro di Villena, uno dei più straordinari depositi d'oro dell'Età del bronzo europea, è stato rubato da un museo spagnolo in un colpo durato pochi minuti.

PT
28 ago 2026
3 min di lettura
Fotografia d'apertura dell'articolo: la redazione non l'ha ancora descritta.
↳ Foto: Frankfurter Allgemeine Zeitung · EDITORIAL

Verso le cinque del mattino di giovedì scorso qualcuno ha forzato una finestra del Museo de Villena (MUVI), vicino ad Alicante, ha camminato dritto verso una sola vetrina ed è sparito nel giro di pochi minuti. Quello che i ladri hanno portato via è il Tesoro di Villena, uno dei più importanti depositi d'oro sopravvissuti all'Età del bronzo europea.

La collezione è fatta di 59 oggetti in oro, argento, ferro e ambra: undici ciotole d'oro, 28 bracciali. Il solo oro pesa quasi dieci chili. Ma il suo valore non è mai stato una questione di peso. Alcuni pezzi risalgono a circa il 1400 a.C., e insieme costituiscono una delle testimonianze più ricche dell'oreficeria preistorica in tutta Europa: una finestra rara sulle reti commerciali, sulle gerarchie sociali e sul saper fare della penisola iberica di tremilacinquecento anni fa. Il tesoro era saltato fuori per caso nel 1963, durante alcuni lavori edili nella piccola cittadina di Villena, e da allora è diventato il cuore dell'identità del luogo.

La velocità e la precisione del colpo, riportato dai media spagnoli e confermato dall'agenzia tedesca KNA, ha spinto gli investigatori verso la domanda più ovvia: i ladri sapevano già esattamente cosa volevano e dove trovarlo? La polizia sta ora verificando se dietro il furto ci sia una banda specializzata in opere d'arte, arrivata su commissione e non a caso.

Ciò che rende questa perdita così difficile da accettare non è soltanto il prezzo di mercato dell'oro, che pure è considerevole, ma il fatto che il tesoro non si possa ricreare. Non esiste un altro Villena. Se venisse fuso o venduto pezzo per pezzo a mani private, con esso svanirebbero tremilacinquecento anni di testimonianza. Per ora le vetrine del museo restano vuote, e una piccola città spagnola aspetta di sapere se il suo ritrovamento più celebre tornerà mai a casa.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI