Una registrazione può far arrivare un canto oltre la comunità in cui viene eseguito. Per il patrimonio immateriale, però, la continuità dipende soprattutto dalle persone che lo praticano e lo trasmettono. Conservare una testimonianza non equivale a mantenere viva una pratica.
Il patrimonio vivente comprende lingue e scritture, canti e danze, rituali, mestieri artigianali, arti dello spettacolo, pratiche produttive, gastronomia e conoscenze trasmesse di generazione in generazione. Non è fatto soltanto di oggetti esponibili nei musei.
Gli strumenti digitali possono ampliare gli spazi in cui queste culture vengono conosciute e apprese. Un canto tradizionale, una tecnica artigianale o una lingua possono raggiungere persone che vivono lontano dai luoghi in cui quelle pratiche hanno origine. La digitalizzazione può quindi favorire l’accesso e la conoscenza, ma il suo valore dipende da ciò che viene documentato, da come viene presentato e da chi può utilizzarlo.
Una maggiore visibilità, però, non è priva di rischi. Un rituale o un canto condiviso senza la partecipazione delle persone che ne sono depositarie e lo praticano può essere frainteso o usato in modo inappropriato. Le piattaforme digitali possono inoltre dare maggiore spazio alle espressioni culturali più facili da mostrare o da vendere, lasciandone altre in secondo piano.
In Vietnam, il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo ha istituito una piattaforma per la gestione di una banca dati nazionale del patrimonio culturale. Le caratteristiche specifiche delle culture delle minoranze etniche richiedono però modalità di gestione capaci di tener conto della natura e del contesto dei materiali raccolti.
Artigiani, anziani dei villaggi, persone di fiducia e comunità nel loro insieme possono avere un ruolo diretto in tutte le fasi della digitalizzazione: dalla scelta dei materiali alla loro documentazione e interpretazione, fino alla decisione su che cosa rendere pubblico e che cosa lasciare accessibile soltanto all’interno della comunità.
La digitalizzazione può quindi ampliare l’accesso e far conoscere pratiche e conoscenze a nuove persone. Ma la scelta di che cosa documentare, come raccontarlo e fino a che punto condividerlo non riguarda soltanto la tecnologia: riguarda prima di tutto le comunità a cui quel patrimonio appartiene.



