I due professionisti hanno contribuito a preservare più di 25.000 pagine di manoscritti a rischio dei periodi mamelucco e ottomano, tra cui testi coranici e opere giuridiche, mediche e letterarie. Il lavoro ha compreso digitalizzazione, conservazione e interventi di emergenza.
Una parte delle attività ha riguardato la biblioteca della Great Omari Mosque, nella città vecchia di Gaza, in gran parte distrutta durante i bombardamenti israeliani del dicembre 2023. Con il sostegno dell’Endangered Archives Programme della British Library e di altre organizzazioni, Hashim e Al-Amassi hanno partecipato al recupero e alla documentazione dei materiali sopravvissuti.
Il riconoscimento dell’UNESCO riguarda però anche ciò che è stato costruito per proseguire questo lavoro. I due professionisti hanno contribuito alla creazione del primo laboratorio specializzato nel restauro dei manoscritti a Gaza, rafforzando le competenze locali necessarie alla conservazione del patrimonio documentario.
Digitalizzare un manoscritto permette di conservarne e consultare il contenuto anche quando l’originale è minacciato. Non sostituisce però il lavoro necessario per proteggere il documento fisico e le condizioni in cui viene custodito.
Per questo il lavoro premiato dall’UNESCO combina intervento d’emergenza e conservazione di lungo periodo. I manoscritti restano esposti a rischi e sono previsti ulteriori interventi di documentazione, stabilizzazione e conservazione.
Conservare ciò che è stato recuperato richiede competenze, strutture e continuità, perché quei materiali possano essere studiati e trasmessi nel tempo.



