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Cultura dal mondo, in pillole
Dal passato

Il Maestro del 1416: due Madonne, due storie di restauro

Due tavole dello stesso pittore anonimo sono riunite alla Galleria dell’Accademia di Firenze dopo interventi differenti. Il confronto rende più leggibili sia le caratteristiche delle opere sia le loro vicende conservative.

PT
13 ott 2026
3 min di lettura
Dipinto medievale a fondo oro raffigurante la Madonna con Bambino al centro, circondata da quattro santi con aureole, all’interno di una cornice ad arco.
↳ Foto: Agenzia ANSA · EDITORIAL

Il colore originale del manto della Vergine è tornato leggibile nella Madonna con Bambino e otto angeli del Maestro del 1416. Il restauro ha utilizzato il laser per intervenire selettivamente sulla superficie dipinta e ha recuperato e ricomposto la cornice.

Dal 6 ottobre 2026 al 14 marzo 2027, la tavola è esposta al primo piano della Galleria dell’Accademia di Firenze accanto alla Madonna con Bambino e i santi Pietro, Antonio abate, Giuliano e Giovanni Battista. L’allestimento riunisce le due opere dopo i rispettivi restauri.

Il Maestro del 1416 è un pittore anonimo attivo a Firenze nel primo quarto del Quattrocento. Il nome convenzionale deriva dalla data «MCCCCXVI d’agosto», iscritta alla base della Madonna con i santi. È stata proposta un’identificazione con Bartolomeo di Pietro, ma rimane un’ipotesi.

La tavola con i santi, esposta all’Accademia dal 1915, aveva subito puliture aggressive e ampie ridipinture che ne avevano alterato la superficie. Il restauro, condotto da Elisabetta Bianco, ha restituito leggibilità ai dettagli e ai rapporti fra i colori.

La Madonna con gli otto angeli, restaurata da Lucia Biondi, viene invece presentata al pubblico per la prima volta dopo il recupero. Entrata nelle collezioni del museo nel 2017, riprende in formato ridotto la Madonna dipinta da Bernardo Daddi nel 1347, conservata nel tabernacolo dell’Orcagna a Orsanmichele.

Nelle due opere, le figure allungate, le pieghe fluide degli abiti e gli accostamenti cromatici rimandano al linguaggio del Gotico internazionale e al confronto con Lorenzo Monaco. Accostate, le tavole permettono di osservare queste caratteristiche su superfici tornate più leggibili.

L’allestimento comprende anche immagini e un video dedicati ai problemi conservativi, alle indagini e alle soluzioni adottate. Il pubblico può così vedere non soltanto il risultato dei restauri, ma anche parte del lavoro che ha permesso di raggiungerlo.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI