Un rotolo di papiro moderno, scritto con inchiostri contenenti diverse concentrazioni di piombo, è stato carbonizzato in un ambiente con poco ossigeno fino ad assumere un aspetto simile a quello dei papiri di Ercolano. L’esperimento, promosso da Douglas Seiler, ricercatore affiliato a Berkeley SETI, ha coinvolto specialisti dell’Università della California, Berkeley, e del National Institute of Standards and Technology.
La biblioteca della Villa dei Papiri, scoperta nel 1752, comprende circa 1.800 rotoli e frammenti. L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. li ha carbonizzati e resi tanto fragili che il tentativo di svolgerli può causarne la frammentazione. Negli ultimi anni, la tomografia e lo srotolamento virtuale hanno permesso di recuperare parti di alcuni testi senza intervenire fisicamente sui reperti.
La lettura resta però complessa. Il papiro e gli inchiostri tradizionalmente utilizzati nel mondo antico sono spesso entrambi a base di carbonio e producono nelle scansioni un contrasto molto debole. Analisi precedenti avevano però rilevato tracce di piombo nelle lettere di alcuni frammenti antichi. Il metallo genera un segnale più netto e può quindi far risaltare la scrittura rispetto al materiale carbonizzato.
Per mettere alla prova questa possibilità, il gruppo ha preparato inchiostri con quantità differenti di piombo. La fluorescenza a raggi X ha rilevato il metallo anche alla concentrazione più bassa sottoposta al test. Al NIST, la tomografia ha ricostruito l’interno del rotolo, mentre un programma ne ha disposto virtualmente gli strati su una superficie piana. In una parte dell’immagine alcune parole sono risultate leggibili senza ulteriori algoritmi di riconoscimento.
A partire da questi risultati, il gruppo propone di utilizzare uno strumento portatile basato sulla stessa tecnica per un esame preliminare dei papiri di Ercolano. I rotoli nei quali venissero rilevate tracce di piombo potrebbero essere selezionati per la tomografia al sincrotrone, che richiede strutture specializzate e produce immagini più dettagliate.
Prima di applicare il metodo alla collezione sarà necessario sviluppare un sistema capace di controllare numerosi reperti in modo affidabile. Nel frattempo, i rotoli moderni, dei quali si conosce il testo originario, potranno essere utilizzati per verificare e migliorare gli strumenti di lettura digitale. La prova decisiva riguarderà i papiri antichi: soltanto il loro esame potrà mostrare se il contrasto osservato in laboratorio consente di recuperare nuove parti di testo.



