Nella cupola ricostruita del Teatro Petruzzelli di Bari, quattro settori sono rimasti bianchi dopo la perdita degli affreschi che li decoravano. Ora quelle superfici accolgono le proiezioni di Leandro Summo: una reinterpretazione digitale delle scene di Raffaele Armenise, presentata il 17 settembre.
Il ciclo raffigurava il Carro di Tespi, una corsa romana, la corrida e un torneo medievale. L’incendio del 1991 distrusse i dipinti insieme alla cupola. Durante la ricostruzione, conclusa con la riapertura del teatro nel 2009, le porzioni un tempo affrescate furono lasciate prive di decorazione. Per alcuni mesi dopo la riapertura erano già state sperimentate proiezioni digitali per mostrare le immagini perdute.
Il nuovo intervento sviluppa quella possibilità attraverso il lavoro di Summo, artista che si occupa di modellazione 3D, realtà virtuale e aumentata e videomapping. I soggetti del ciclo di Armenise vengono così riproposti nel luogo per cui erano stati concepiti, acquistando movimento attraverso le proiezioni. È un’opera contemporanea che riprende i soggetti del ciclo perduto, senza ricostituire la decorazione pittorica sulla superficie della cupola.
Alla presentazione, il sindaco di Bari e presidente della Fondazione Petruzzelli, Vito Leccese, ha sottolineato la possibilità di far conoscere quelle immagini anche alle generazioni che non hanno visto il teatro prima dell’incendio. Ha inoltre indicato un possibile sviluppo del progetto: nelle future rappresentazioni, i registi potrebbero utilizzare il sistema di proiezione per integrare la cupola nelle scenografie delle opere.



