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Cultura dal mondo, in pillole
Dal passato

Mapplethorpe all’Ara Pacis: la bellezza tra corpi, fiori e forme classiche

La tappa romana della retrospettiva riunisce oltre 200 fotografie e propone una lettura del lavoro dell’artista attraverso luce, geometria e rigore compositivo.

PT
29 set 2026
3 min di lettura
Sala espositiva con pareti grigie. Al centro, su un piedistallo rosso, è esposta una statua classica in marmo priva della testa e delle braccia, raffigurante una figura femminile drappeggiata. Sulle pareti circostanti sono disposte fotografie in bianco e nero di figure e corpi umani.
↳ Foto: Artribune · EDITORIAL

Fiori, corpi, ritratti e statue sono soggetti molto diversi. La mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, al Museo dell’Ara Pacis, li accosta attraverso la stessa attenzione alla luce, alle geometrie e alla costruzione dell’immagine.

Aperta fino al 4 ottobre 2026 e curata da Denis Curti, l’esposizione riunisce oltre 200 fotografie suddivise in otto sezioni. È il capitolo conclusivo del progetto espositivo iniziato alle Stanze della Fotografia di Venezia e proseguito a Palazzo Reale di Milano.

La lettura proposta dalla curatela prende le distanze dall’immagine di Mapplethorpe come fotografo interessato soprattutto alla provocazione. Secondo Curti, anche i suoi soggetti più espliciti sono costruiti attraverso equilibrio, simmetria, luce e rigore compositivo. Il riferimento indicato dal curatore è quello della scultura classica e rinascimentale.

Il nucleo centrale della mostra è dedicato ai fiori e alle nature morte. Gli elementi naturali sono isolati e osservati attraverso forme, superfici e geometrie. A queste immagini sono accostate le fotografie dei corpi maschili e femminili, presentati nel percorso espositivo in rapporto alla solidità e alla definizione della forma scultorea.

La retrospettiva comprende anche autoritratti, immagini di Patti Smith e Lisa Lyon e ritratti di personalità della cultura e dello spettacolo. Il percorso parte inoltre dalle prime opere di Mapplethorpe, tra assemblaggi e collage tridimensionali realizzati con fotografie d’archivio, ritagli di riviste, oggetti religiosi e indumenti.

La tappa romana aggiunge un nucleo dedicato al rapporto dell’artista con l’Italia. Sono esposte fotografie realizzate durante i suoi soggiorni tra Capri e Napoli, legati anche alla collaborazione con il gallerista Lucio Amelio e al progetto Terrae Motus. Il confronto con l’antico comprende inoltre due sculture dei Musei Capitolini: una statua di Afrodite e una statua di atleta.

La mostra propone così una chiave di lettura precisa: soggetti differenti, compresi quelli considerati provocatori, vengono messi in relazione attraverso il modo in cui la fotografia ne costruisce luce, equilibrio e forma. È questa continuità formale, secondo la curatela, a collegare i diversi nuclei dell’esposizione.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI