Il busto chiamato Otone non raffigura con certezza l’imperatore e non è composto da un solo marmo. La testa e la base sono in marmo bianco, mentre il torso è stato realizzato in una pietra rosata. Il nome con cui l’opera è conosciuta indica quindi un’attribuzione tradizionale, non un’identificazione accertata.
Il ritratto fa parte delle opere presentate nel nuovo spazio dell’Antiquarium di Villa Albani Torlonia, a Roma. Con la sua apertura, venti sculture si aggiungono al percorso permanente e quindici di queste sono state restaurate di recente. L’Antiquarium comprende ora 44 opere, tra sculture e colonne provenienti dal Museo Torlonia.
Curato da Carlo Gasparri, Marmora Romana concentra l’attenzione sui materiali della collezione. Il titolo riprende quello dello studio pubblicato nel 1971 da Raniero Gnoli, al quale l’iniziativa è dedicata. Porfido rosso e marmo nero egiziani, breccia verde, marmi bianchi e pietre rosate permettono di osservare non soltanto le figure rappresentate, ma anche gli elementi differenti che compongono alcune opere.
Una testa femminile moderna, per esempio, è collocata su un busto panneggiato in alabastro orientale. L’acconciatura richiama modelli presenti nei ritratti di Plautilla e Crispina, ma non consente di stabilire l’identità della donna. La testa moderna e il busto in alabastro mostrano che l’opera è composta da elementi di natura e cronologia differenti.
Nella sala si trovano anche due tavoli in porfido rosso egiziano, un tempo parte degli arredi di Palazzo Torlonia in piazza Venezia. La loro presenza estende l’osservazione dalle sculture agli oggetti d’arredo e documenta un altro impiego delle pietre presenti nella collezione.
Il percorso presenta così le sculture insieme alle integrazioni e ai restauri che ne hanno accompagnato la conservazione. Le differenze tra le pietre aiutano a riconoscere alcune di queste trasformazioni.



