Due persone sono entrate l'8 settembre 2026 nel Renoir Museum, nel sud della Francia, e hanno portato via due dipinti in meno di cinque minuti. Il furto è arrivato dopo quelli avvenuti all'inizio dell'anno in due musei italiani, da cui sono state sottratte opere di Renoir, Cézanne e Matisse, insieme a quattro opere rinascimentali. Poco prima, al Louvre di Parigi, un furto di gioielli avvenuto in pieno giorno aveva attirato l'attenzione sulla sicurezza delle istituzioni culturali.
Messe insieme, queste vicende hanno dato l'impressione di una nuova ondata di furti. Il mese scorso Europol ha avvertito che le rapine nei musei stavano diventando «quasi un evento settimanale» e che chi le compie ricorre sempre più spesso alla forza e alla violenza. Le prove disponibili, però, non permettono di stabilire se i furti siano aumentati in modo duraturo. Donna Yates, titolare della cattedra UNESCO in Cultural Heritage and Emerging Crime alla Maastricht University, ha sottolineato quanto siano ancora limitate le ricerche sistematiche sulla frequenza di questi reati, sui loro bersagli, sui metodi utilizzati e sulle persone che li commettono.
I furti recenti mostrano con maggiore chiarezza che le collezioni di enorme importanza culturale e scientifica non si trovano soltanto nelle istituzioni più grandi d'Europa. I musei comunali e regionali, compresi molti di quelli colpiti nell'ultimo anno, spesso dispongono di risorse molto inferiori rispetto a istituzioni nazionali come il Louvre. I musei sono inoltre sempre più sottofinanziati, ha dichiarato Yates a Hyperallergic.
I furti rendono visibile anche una scelta difficile al centro della sicurezza museale. Togliere dalle sale le opere più desiderate e conservarle permanentemente in ambienti chiusi potrebbe ridurre alcuni rischi, ma significherebbe sacrificare una parte della funzione pubblica dei musei.
Non ci sono ancora elementi sufficienti per dire che la rapina al Louvre abbia ispirato attacchi imitativi, né che i pagamenti assicurativi o i furti su commissione abbiano motivato questi reati. Questi casi mostrano che proteggere il patrimonio dipende non soltanto dalle misure di sicurezza, ma anche dalla possibilità per i musei di prendersi cura delle collezioni mantenendole accessibili al pubblico.



