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Mirabilia

Quando la scrittura diventa architettura

Al Museum of the Future di Dubai, la calligrafia araba, la forma simbolica e le tecnologie costruttive anticipano i temi del museo prima ancora dell’ingresso nelle sale.

PT
19 set 2026
3 min di lettura · 3 min di ascolto
Veduta esterna del Museo del Futuro di Dubai, un grande edificio a forma di anello rivestito da pannelli metallici decorati con calligrafia araba. L’edificio sorge su una collina ricoperta di vegetazione, circondato da strade e grattacieli; sulla sinistra si innalza una torre alta e rettangolare.
↳ Foto: ad-hoc-news.de · EDITORIAL
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Accanto alla Sheikh Zayed Road, a Dubai, una struttura dai riflessi argentei emerge da una collina verde. La sua superficie curva si sviluppa intorno a un grande vuoto centrale, mentre ampi caratteri arabi attraversano la facciata e lasciano filtrare la luce. Nel Museum of the Future le parole non sono applicate all’edificio come una decorazione: ne formano le aperture e contribuiscono a definirne l’immagine.

Il progetto attribuisce un significato preciso ai tre elementi principali dell’architettura. La collina piantumata rappresenta la Terra, la sua solidità e il legame con il luogo e la storia. La forma circolare che emerge dalla collina rappresenta l’umanità, con la sua capacità di creare. Il vuoto centrale indica invece ciò che ancora non conosciamo: il futuro non scritto verso il quale si rivolgono la ricerca e l’innovazione.

La stessa idea attraversa le iscrizioni della facciata. Sono tre pensieri di Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai. Le frasi ricordano che la creatività può lasciare una traccia più lunga della vita di chi la produce; affermano che il futuro non deve essere semplicemente atteso, ma immaginato, progettato e costruito; individuano infine nell’innovazione una condizione per il rinnovamento della vita e il progresso della società.

A dare forma alle parole è stato l’artista emiratino Mattar bin Lahej, che ha utilizzato lo stile calligrafico thuluth. Le lettere attraversano l’involucro metallico e diventano finestre: viste dall’esterno disegnano la superficie, mentre all’interno regolano l’ingresso della luce. Lingua e architettura svolgono così la stessa funzione.

La realizzazione ha richiesto strumenti avanzati. Progettata dallo studio Killa Design con l’ingegneria di Buro Happold la facciata è composta da 1.024 pannelli in acciaio inossidabile. Ogni elemento possiede una forma specifica ed è stato prodotto attraverso un processo assistito da sistemi robotizzati, per poi essere collocato singolarmente sull’edificio.

Alto 77 metri il museo si sviluppa su sette piani privi dei tradizionali pilastri interni. Questa soluzione lascia maggiore libertà agli spazi espositivi e agli ambienti destinati agli incontri e alle attività pubbliche.

Inaugurato il 22 febbraio 2022, il Museum of the Future è dedicato alla scienza, alla tecnologia e alle possibilità ancora da esplorare. Ma il suo racconto comincia prima delle mostre. La collina, la forma circolare, il vuoto e le iscrizioni presentano già un’idea di futuro: qualcosa che nasce dalla capacità umana di immaginare ciò che ancora non esiste.

L’edificio riunisce così due dimensioni che spesso vengono considerate opposte. La calligrafia appartiene alla storia culturale della regione; la progettazione parametrica e la fabbricazione robotizzata guardano alle tecniche contemporanee. Il futuro rappresentato dal museo non appare privo di radici: prende forma attraverso una lingua, un’arte e un contesto riconoscibili.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI