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Cultura dal mondo, in pillole
Dal passato

Quattro impronte conservano il passo di un possibile T. rex

Scoperta nel North Dakota da un insegnante impegnato come volontario in una campagna di scavo, una pista risalente a 66,5 milioni di anni fa potrebbe essere la prima sequenza di impronte attribuibile a un Tyrannosaurus rex adulto.

PT
18 set 2026
3 min di lettura
Ricostruzione digitale di un dinosauro in un ambiente preistorico ricco di vegetazione. L’animale si trova accanto a uno specchio d’acqua e lascia una serie di impronte sul terreno fangoso.
↳ Foto: Smithsonian Magazine · EDITORIAL

Nel 2025 Kent Hups, insegnante di scienze, partecipava come volontario a una campagna di scavo nella formazione geologica di Hell Creek, nel sudovest del North Dakota. Osservando il terreno, riconobbe la forma di un grande piede a tre dita. L’esame della superficie portò poi all’individuazione di altre tre impronte: due destre e due sinistre.

Le tracce, lunghe circa un metro e larghe ottanta centimetri, risalgono alla fine del Cretaceo. Le dimensioni e il luogo del ritrovamento indicano nel Tyrannosaurus rex adulto l’autore più probabile. L’attribuzione non è definitiva, perché l’erosione ha cancellato molti particolari anatomici, ma la pista rappresenta comunque una scoperta eccezionale: prima d’ora erano state associate ad adulti della specie soltanto impronte isolate.

La successione permette di ricostruire alcuni aspetti del movimento dell’animale. La distanza fra due tracce lasciate dallo stesso piede è di circa quattro metri e suggerisce una velocità compresa fra 5,5 e 7 chilometri orari, compatibile con un’andatura al passo. Una delle impronte sembra conservare anche il segno di un artiglio.

Altrettanto particolare è il processo che ne ha consentito la conservazione. Le depressioni lasciate nel fango furono riempite da sedimenti che, grazie all’attività microbica e all’accumulo di minerali, si indurirono più della roccia circostante. L’erosione fece così emergere le tracce come rilievi tridimensionali, anziché come cavità.

Il gruppo di ricerca, guidato dal paleontologo Tyler Lyson del Denver Museum of Nature & Science, ha documentato la pista con scansioni 3D ad alta risoluzione. I modelli digitali permettono di esaminare e confrontare le impronte e di produrne riproduzioni senza intervenire sugli originali. Tre tracce dovrebbero essere trasferite in elicottero al museo nell’autunno del 2026, per proteggerle e proseguirne lo studio.

Le ossa raccontano com’era fatto un animale; le impronte conservano un’azione. Queste quattro tracce non permettono di stabilire come camminassero tutti i T. rex, ma registrano alcuni istanti nella vita di un singolo individuo: il suo passaggio su un terreno fangoso, 66,5 milioni di anni fa.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI