A un’estremità dell’altalena a bilico Yvonne Rainer urlava; all’altra Robert Morris leggeva ARTnews. Poi camminarono su e giù per la struttura, cercando di tenerla in equilibrio. Era See-Saw di Simone Forti, un’opera del 1960 eseguita nel loft di Yoko Ono a New York nel maggio 1961.
Rainer racconta quella serata nel ricordo di Forti pubblicato su Artforum. Era stata la coreografa a invitarla a partecipare. Durante l’esecuzione, lei e Morris potevano decidere come muoversi e quali suoni produrre. Per Rainer, ancora agli inizi nella danza, questa possibilità fu una rivelazione.
See-Saw appartiene alle Dance Constructions, lavori nei quali Forti combinava movimenti quotidiani e oggetti semplici, come corde e tavole di legno. Nell’altalena, i due interpreti si muovevano lungo una tavola, mantenendo i propri corpi in equilibrio l’uno rispetto all’altro: ogni spostamento cambiava anche la posizione dell’altra persona.
Le due artiste si erano conosciute nell’estate del 1960, durante un laboratorio di Anna Halprin nella Marin County, in California. Forti lavorava già con Halprin; Rainer era una principiante. Nel suo racconto, Rainer ricorda di essere stata colpita dall’audacia di Forti e dalle idee che stava sviluppando sull’improvvisazione.
Rainer riconosce nell’immaginazione e nell’indipendenza di Forti un contributo alla formazione della propria idea di che cosa significasse essere coreografa. In See-Saw aveva sperimentato questa possibilità attraverso una situazione concreta: una struttura da mantenere in equilibrio e alcune decisioni affidate a chi la eseguiva



