Newsletter
Prisma.
Cultura dal mondo, in pillole
Dal passato

Una radiografia a Madrid ha trovato un uomo in nero sotto l'armatura. Era un Velázquez sparito da un inventario romano del Seicento.

A Madrid una radiografia ha svelato un Velázquez del 1626, il ritratto di Olivares scomparso da un inventario romano del Seicento e finora catalogato come opera di bottega.

PT
28 ago 2026
3 min di lettura
Ritratto del Conte-Duca di Olivares in armatura, dipinto realizzato dal pittore spagnolo Diego Velázquez nel 1626.
↳ Foto: Beaux Arts · EDITORIAL

Sotto la vernice di una tela in restauro a Madrid, una radiografia ha mostrato qualcosa che non doveva esserci: un uomo vestito di nero, dipinto per primo, poi coperto da un'armatura lucente, profili d'oro e una fascia rossa a tracolla. Quella figura nascosta, e i pigmenti che la circondavano, hanno detto a Salvador Salort-Pons di avere davanti un Velázquez scomparso dal Seicento.

Salort-Pons, direttore del Detroit Institute of Arts e specialista riconosciuto di Velázquez, ha pubblicato l'attribuzione nel numero 71 della rivista spagnola ARS Magazine, il 2 luglio 2025. Il dipinto è un ritratto del 1626 di Gaspar de Guzmán y Pimentel, conte-duca di Olivares: il favorito di Filippo IV, e il più importante mecenate del giovane Velázquez al suo arrivo nella corte di Madrid, dove il pittore dovette affermarsi contro un muro di rivali ostili.

La traccia documentaria si spezza a metà. Olivares commissionò il ritratto in dono al cardinale Francesco Barberini a Roma; l'opera compare in un inventario romano seicentesco; poi, per diversi secoli, il silenzio. Riemerge solo quando un proprietario privato la porta a restaurare a Madrid, catalogata come opera di bottega, non di mano del maestro.

Il resto lo hanno fatto raggi X, infrarossi e ultravioletti. I pigmenti coincidono con quelli usati da Velázquez negli anni Venti del Seicento. La trama della tela combacia con quella di più opere autografe. E i pentimenti, le esitazioni lasciate nella pittura, sono inequivocabilmente suoi: lo stesso ripensamento, dagli abiti neri all'uniforme militare, che gli studiosi hanno già rintracciato sotto un ritratto di Filippo IV al Prado.

Se l'attribuzione tiene, il quadro entra in un corpus di circa 120 opere riconosciute come autografe. «Una scoperta di primissimo piano», ha scritto lo storico dell'arte Giles Knox su ARS Magazine, sottolineando quanto questi primi ritratti dicano di un giovane arrivato da fuori che si batteva per un posto a corte.

Il pubblico incontrerà il dipinto il 24 gennaio 2027, quando il Detroit Institute of Arts inaugurerà «Velázquez and Olivares: Early Years at Court», in programma fino al 25 luglio 2027. Tra l'inventario romano e quella sera d'apertura restano quattro secoli di silenzio che nessuno, per ora, sa spiegare.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI