Al Kröller-Müller Museum, nei Paesi Bassi, gli 88 dipinti di Vincent van Gogh appartenenti alla collezione sono riuniti nella mostra Van Gogh, All Our Paintings, visitabile fino al 3 gennaio 2027.
La scelta curatoriale non segue il percorso più consueto, dai primi lavori olandesi alle opere realizzate in Francia. Dipinti di anni diversi vengono invece accostati attraverso motivi che ritornano nel lavoro dell’artista.
Un esempio è il confronto tra Lane of Poplars at Sunset, dipinto a Nuenen nel 1884, e Pine Trees at Sunset, realizzato a Saint-Rémy-de-Provence nel 1889. Cinque anni e luoghi diversi separano le due opere, ma l’accostamento permette di osservare come Van Gogh torni sullo stesso soggetto trasformandone luce, colore e costruzione dell’immagine.
Il percorso propone anche una lettura attraverso i temi della fede, della speranza e dell’amore. Più che ricostruire una biografia lineare, la mostra cerca quindi relazioni tra opere lontane nel tempo e invita a riconoscere permanenze e variazioni all’interno della ricerca dell’artista.
Riunire l’intera raccolta rende visibile anche un altro aspetto: una collezione non coincide con ciò che il pubblico vede abitualmente nelle sale. Le opere possono essere esposte, conservate, studiate o prestate e la loro disponibilità cambia nel tempo. Falling Leaves, fragile paesaggio del 1888, torna per esempio in mostra dopo una lunga assenza e sarà successivamente affidato allo studio di conservazione del museo.
La mostra offre così due possibilità di lettura: osservare Van Gogh attraverso relazioni diverse dalla cronologia e, allo stesso tempo, comprendere meglio come un museo costruisce nel tempo il racconto della propria collezione.



