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Voce, immagine e IA: la Spagna propone nuove regole per il lavoro degli artisti

L'anteprogetto riguarda l'impiego dell'intelligenza artificiale generativa nei contratti di lavoro delle arti sceniche, audiovisive e musicali. Per gli usi che superano l'opera concordata prevede un accordo scritto e un compenso distinto.

PT
21 set 2026
3 min di lettura · 3 min di ascolto
Una donna e un uomo in abiti formali camminano all’interno di un’aula parlamentare, accanto ai banchi in legno decorati con elementi dorati. Entrambi sorridono; sullo sfondo sono visibili altre persone e i sedili dell’aula.
↳ Foto: ABC.es · EDITORIAL
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Una voce, un volto o un'interpretazione registrata per un'opera non possono diventare automaticamente disponibili per produrre nuovi contenuti. È il principio al centro dell'anteprogetto di legge organica presentato in Spagna il 17 settembre 2026 sull'impiego dell'intelligenza artificiale generativa nel lavoro artistico.

La proposta riguarda la speciale relazione di lavoro delle persone impegnate nelle arti sceniche, audiovisive e musicali. Non disciplina quindi ogni possibile rapporto tra creazione artistica e IA, ma interviene sugli utilizzi della voce, dell'immagine e dei risultati dell'attività prevista da un contratto.

Quando l'intelligenza artificiale viene impiegata per l'opera concordata, il suo uso può comprendere la realizzazione, la diffusione e la promozione. La proposta stabilisce però alcuni limiti: una replica digitale o un nuovo contenuto riconoscibile devono mantenere in misura significativa la voce, l'immagine o l'interpretazione originarie e non possono sostituire o eliminare in modo sostanziale la partecipazione dell'artista.

Quando l'impiego dell'IA supera il perimetro dell'opera prevista — per esempio per creare contenuti ulteriori riconoscibili attraverso quella voce o quel volto — diventa necessario un accordo espresso e formalizzato per iscritto. All'artista deve inoltre essere riconosciuto un compenso economico specifico e distinto.

Un ruolo importante è affidato anche alla contrattazione collettiva, chiamata a definire più precisamente gli utilizzi dell'IA, le modalità con cui devono essere comunicati e le eventuali ulteriori garanzie applicabili nei diversi settori.

La proposta completa il percorso avviato con il Real Decreto 607/2026 sul lavoro artistico. Le disposizioni relative all'intelligenza artificiale erano state escluse dal decreto dopo che il Consiglio di Stato aveva rilevato il coinvolgimento di diritti fondamentali, tra cui quello alla propria immagine, che richiedevano una norma di rango superiore.

L'anteprogetto non è ancora legge. Dal 18 settembre all'8 ottobre è sottoposto alla fase di audizione e informazione pubblica.

Il punto che introduce è però già riconoscibile: l'autorizzazione a utilizzare una prestazione artistica per una determinata opera non equivale a un consenso indefinito alla produzione di nuovi contenuti. Anche nell'impiego dell'IA, contratto, finalità e partecipazione dell'artista devono rimanere distinguibili.

Fonti

↳ COME LAVORIAMO CON L'AI